La conferenza “Forum sul lusso possibile/la sindrome di Robin Hood” svoltasi a Porto Cervo in queste giorni ha determinato svariate considerazioni finalizzate al miglioramento dell’offerta turistica.
In primis nuove modalità di accoglienza per i maxi-yacht, oltre all’idea illustrata dal presidente della Cagliari Free Zone, Piergiorgio Massidda, di realizzare nei sei principali porti sardi zone franche doganali già autorizzate dall’Unione europea, all’interno delle quali radicare attività di refitting e di manutenzione degli yacht in regime di esenzione Iva. In un contesto in cui la fascia dei miliardari continua a crescere, la grande nautica dà lavoro a moltissime persone.

I mega yacht da oltre 80 metri, oltre a garantire occupazione permanente a circa 50 componenti dell’equipaggio forniscono lavoro e reddito a oltre 250 famiglie, a livello mondiale il fatturato dei mega yacht sfiora i 25 milioni. Sono seimila le aziende coinvolte e quasi 500.000 i posti di lavoro generati a bordo e a terra, senza contare le ricadute sull’economia turistica di aree strategiche per la grande nautica da diporto. Insomma un settore dalle notevoli potenzialità che la Sardegna deve assolutamente valorizzare.

11 maggio 2015