La Nato ha lanciato una campagna oceanografica per esplorare i fondali del mare della Sardegna. L’iniziativa si avvale della collaborazione dell’Istituto per l’ambiente costiero che fa capo al Cnr di Oristano-Torregrande oltre a una nutrita schiera di ricercatori e scienziati provenienti da ogni parte del globo. Gli obiettivi della missione riguardano lo studio dello stato di salute delle acque, il monitoraggio delle correnti, la rilevazione meteo sui fondali e la misurazione dei livelli di rumore sotto la superficie. Lo strumento principale per il raggiungimento di questi scopi è l’utilizzo dei cosiddetti glider, ovvero degli alianti sottomarini privi di pilota ma capaci di scandagliare ogni angolo dei fondali grazie a sofisticate reti satellitari.

Come ha spiegato infatti uno dei coordinatori delle indagini scientifiche il tedesco Reiner Onken : “Questi alianti sottomarini privi di motori, lunghi 180 centimetri e pesanti una cinquantina di chili, sono infatti capaci di raggiungere una profondità di duemila metri. Ma soprattutto consentono tanti altri riscontri. Pur non essendo dotati di visori e telecamere, i nostri 16 prototipi montano a bordo sensori in grado di raccogliere una grande quantità di dati e parametri fisici marini. E si spostano alle diverse profondità grazie a pesi e contrappesi che fanno mutare la distribuzione della massa interna”. C’è da sottolineare infine che le operazioni subacquee riguarderanno esclusivamente l’ambito civile e non toccheranno i fondali delle oasi protette.

16 giugno 2014